Sulla bottiglia possono comparire tutte e due le parole, ma non dicono la stessa cosa. Il biologico è definito per legge in tutta l’Unione europea; il biodinamico è un metodo agricolo con regole proprie, che parte dal biologico e aggiunge altro.

Il biologico

Lo regola il Reg. UE 2018/848. Nell’uliveto biologico non si usano pesticidi e concimi chimici di sintesi né diserbanti: si concima con sostanza organica e sovesci, si difende l’olivo con mezzi ammessi (per esempio il rame contro le malattie fungine e le trappole contro la mosca), si cura la fertilità del suolo.

L’azienda è controllata ogni anno da un organismo autorizzato. In etichetta trovi il logo europeo (la foglia di stelle su fondo verde) e il codice dell’organismo di controllo, nella forma IT-BIO-000. Un terreno che passa al biologico deve aspettare un periodo di conversione prima di poter vendere olio certificato.

Il biodinamico

Nasce dalle conferenze di Rudolf Steiner del 1924. Un’azienda biodinamica rispetta le regole del biologico e in più considera il podere come un organismo intero: usa preparati specifici (il cornoletame per il suolo, il cornosilice per la pianta), cura la biodiversità con siepi, animali e colture diverse, segue un calendario delle lavorazioni.

Il biodinamico non ha una definizione di legge: lo certificano marchi privati, il più noto è Demeter, che controllano anche la certificazione biologica di base.

E nel bicchiere?

Bio e biodinamico garantiscono come è stato coltivato l’uliveto, non il gusto: un olio biologico deve comunque superare l’esame dell’extravergine, e la sua qualità dipende come sempre da cultivar, maturazione, tempi di molitura e conservazione. Costano di più perché le rese sono spesso più basse e il lavoro a mano è maggiore.

Come cercarli su Olivum

Nello shop puoi filtrare i prodotti per Biologico e Biodinamico. Le aziende dichiarano le certificazioni che hanno, e la redazione può chiedere il documento prima di pubblicarle.